Skip to content

Tutta la cosmologia islamica è rubata dal Paganesimo

La cosmologia islamica è completamente rubata e profanata dalle cosmologie Pagane Persiane, Avestica, Tibetana e Indiana che la precedono. La versione islamica rubata viene spolpata e sventrata in modo che tutto ciò che rimane sono accenni alle descrizioni un tempo complete ed estese di ciò che appartiene al mondo spirituale.

Per esempio, la mitica catena di montagne Kaf che circonda il mondo sublunare è rubata al Lokaloka, come nell’antica cosmologia indiana. In realtà, tutte le antiche cosmologie riconoscono che il mondo sublunare è reale solo nella misura in cui la limitata percezione umana lo consente. Grossolanamente materiale non significa reale. Accenni di questa saggezza si sono insinuati anche nel Corano, come ad esempio il fatto che i Jinns/Dèmoni e l’intero mondo spirituale possono vederci e noi non possiamo vederli, e che in generale c’è molto al di là della nostra percezione che non possiamo vedere e che ci viene prepotentemente taciuto e nascosto dalle forze che stanno dietro l’Islam.

“…In verità egli (Shaytan) e i suoi Kabiluhu (i suoi Jinn guerrieri della sua tribù) vi vedono da luoghi dove voi non potete vederli…” (al-A’raaf 7:27).

aha’u’llah, nell’opera Sette valli e quattro valli, scrive che Kaf significa “kuffi, cioè liberarsi dai sudari della limitazione.” -Wikipedia, Montagne di Kaf

Disse Umar ibn Khattab: “I cicli dell’islam vengono strappati uno ad uno se uno nasce nell’islam che non conosce l’ignoranza”.
– Ibn Qayyim al-Jawziyyah

Le catene di monti che circondano il cosiddetto universo osservabile sono note nel folklore del Medio Oriente, una incarnata in La ricerca onirica dello Sconosciuto Kadath di Lovecraft, e rappresentata lì per quel che davvero è – circondante il mondo dei sogni, ovvero, il Bardo e l’irreale. Trascenderlo significa trascendere le proprie illusioni e i propri limiti in modo da conoscere un mondo più vasto che viene dettato dai confini della propria mente.

Il Bardo Thedol (Libro Tibetano dei Morti) specializzato nel descrivere mondi accessibili alla percezione umana che è nota per la sua imperfezione e i suoi limiti, che si manifesta negativamente specialmente dopo la morte quando uno incontra l’ignoto, indipendentemente che ci piaccia o no.

In particolare, i vari stadi del Barzah islamico sono rubati dai vari stadi del Bardo Tibetano.

Anche l’Inferno islamico è completamente rubato dalle rappresentazioni dell’India e del Tibet, così come le rappresentazioni locali Persiane. Il Ponte Sirat sopra di esso, largo quanto la lama di una spada, è rubato direttamente dal Ponte Chinvat / Chinavet Avestico, è anche noto come Gjallarbrú in Scandinavia, come Ponte Kalin tra gli Slavi, come Maze Kamurj agli Armeni. Gli Yazidi lo conoscono come il Silat: il ponte tra il mondo terrestre profano e il mondo sacro nascosto che conduce alla comprensione elevata. Viene descritto come una superlinea o un ponte generalmente intangibile che solo Anime sufficientemente virtuose possono attraversare, significando un livello di avanzamento spirituale. In altre parole, dietro una certa linea di sviluppo o di spiritualità, l’anima è usa e getta e semplicemente muore. In tutte le leggende viene fermamente connessa con la catena di montagne menzionata sopra, che mette la possibilità e la profondità della conoscenza del mondo in diretta dipendenza dallo sviluppo spirituale.

Il quanto, ovvero, basato sulla percezione dell’Osservatore, la natura del Samsara viene riconosciuta anche nel corano, in particolare, riconosce che la questione dell’inferno stesso sarà la stessa immaginazione (corano, 21.98).

I senza legge dissero tra loro in segreto, “Non è questi un uomo come te? Ti sottometterai alla stregoneria che vedi coi tuoi stessi occhi?”
– il corano, sura 21

La Stregoneria è il controllo del processo di Osservazione che dà forma all’universo Osservabile, trasformandolo nell’inferno, come in questo caso.

In altre parole, il Ponte sottile e intangibile è il livello di percezione necessario per non scendere nel sensuale agitarsi della propria immaginazione che, essendo incontrollabile, può, primo, divenire controllata da qualcun altro dall’esterno che possiede la scienza (come nella citazione); secondo, una persona con questo insignificante livello di controllo sulla sua stessa mente è vittima di ogni influenza e l’influenza sulla mente determina l’universo osservato, in altre parole, letteralmente quel mondo che la persona vive.

La natura primordiale non biblica dell’inferno e del paradiso viene anche evidenziata dalla loro numerologia. Sono caratterizzati da 7 componenti, la presenza di un albero, che corrisponde al numero dei Chakra umani che, venendo riempiti di maledizioni Coraniche e bibliche, diventano la fonte della sofferenza e del Samsara. In particolare, l’Inferno islamico ha la forma di un pozzo (barkhut), con l’acqua come il liquido elusivo trasparente, che è la rappresentazione tradizionale dell’energia nel Mondo Antico.

Similmente, l’Inferno venne raffigurato dal Botticelli quando gli diede la forma di un Chakra rotante. Persone ed altri esseri sembrano “fondersi” o discendere nella gola affusolata del tunnel o vortice.

Botticelli. Inferno

Il Loto Definitivo, descritto come la corona del paradiso o il cerchio più alto, si riferisce al loto dai mille petali del Chakra della Corona, che è la fonte dell’estasi suprema ed è da dove gli ebrei hanno rubato e pervertito tutti i concetti di dio e del regno di dio.

Il paradiso e l’inferno sono manifestazioni della mente umana che è contenuta nei suoi sette Chakra, la qualità dei quali determina la sua “rinascita” o “resurrezione” in uno dei mondi.

Questi mondi stessi corrispondono ai loka dell’India e ai vari mondi della mitologia tibetana. Uno di questi loka è il Chakravala o Lokaloka già menzionato qui, la favolosa catena montuosa attorno all’universo osservabile, che corrisponde all’uscita dell’illusione e dove l’universo osservabile è solo una prigione della propria mente, definita da essa. L’islam e il xianesimo hanno rubato questi loka nella forma dei cerchi del paradiso e dell’inferno.

Estratto da una conversazione tra la Somma Sacerdotessa Maxine Dietrich e Padre Satana.

(Chiesi poi, dato che mi interessava anche se non mi preoccupava, qualcosa riguardo alle esperienze di molti che credono che quello che hanno visto sia “l’Inferno.”)

Padre Satana: “Ci sono (sacche) ‘vortici’ di energia molto distruttiva e negativa. Odio, rabbia, paura, massacro, morte ed ogni altra cosa (distruttiva)”. ”Sono come i buchi neri/tunnel spaziotemporali”. “Accumulano energia negativa come nel vuoto”.

“Quando mediti, noti una differenza?”

Maxine: “Sì.”

Padre Satana: “Esistono diversi piani di esistenza.” “Quando mediti, ti elevi ad un piano superiore.” “Ci sono differenti livelli e, attraverso la meditazione, vivi in un piano superiore rispetto alla maggior parte degli altri.” “Le persone che sono soltanto ad un livello inferiore, possono venire risucchiate in questo vortice di energia negativa, ed essere attirati in esso.”

Fonti:

https://en.wikipedia.org/wiki/Category:Mythological_mountains
https://ru.wikipedia.org/wiki/Космология_исламского_Средневековья (qui vi è una menzione che l’inferno è fatto di materia dell’immaginazione umana, che non è menzionato nella versione inglese https://en.wikipedia.org/wiki/Cosmology_in_medieval_Islam)
https://en.wikipedia.org/wiki/Chinvat_Bridge
https://en.wikipedia.org/wiki/Silat_Bridge
https://en.wikipedia.org/wiki/Barzakh
https://en.wikipedia.org/wiki/Bardo
https://en.wikipedia.org/wiki/Bardo_Thodol
https://en.wikipedia.org/wiki/Loka
https://en.wikipedia.org/wiki/Lokaloka
https://josita.org/LE%20MIE%20CONVERSAZIONI.html
Loka – Wikipedia
en.wikipedia.org