Sembra che non ci sia stata solo un’inquisizione cattolica, ma anche una islamica. Questi programmi di morte e schiavitù sono nei loro ultimi giorni. La parte più interessante è quella degli “Zimmis”, che mostra come tutti e tre i programmi lavorarono insieme per uccidere, torturare, schiavizzare… I GENTILI PAGANI, TUTTO GESTITO FOTTUTAMENTE DAGLI EBREI. Gli ebrei non sono mai stati uccisi durante l’inquisizione cattolica.
Signor Asim, hai bisogno di leggere la tua storia indiana per renderti conto del genocidio degli indù portato avanti dagli invasori e re musulmani. È stato di gran lunga il peggiore della storia documentata.
Will Durant, il famoso storico, ha riassunto il tutto in questo modo:
“La conquista islamica dell’India probabilmente è la vicenda più sanguinosa nella storia. È un avvenimento scoraggiante, perché la sua evidente morale è che la civiltà è un bene prezioso, il cui delicato complesso di ordine e libertà, cultura e pace, può venire rovesciato in qualunque momento da barbari che invadono dall’esterno o che si moltiplicano all’interno.”
Koenraad Elst, lo storico tedesco scrive in “La negazione in India”
Le conquiste musulmane, fino al XVI secolo, furono per gli indù una pura lotta di vita e di morte. Intere città vennero bruciate e le popolazioni massacrate, con centinaia di migliaia morti in ogni campagna e numeri simili di persone deportate come schiavi. Ogni nuovo invasore costruiva (spesso letteralmente) le sue colline con teschi di indù. Così, la conquista dell’Afghanistan nell’anno 1000 fu seguita dall’annientamento della popolazione indù; la regione viene ancora chiamata Hindu Kush, ovvero il Macello degli indù. I sultani Bahmani (1347-1480) dell’India centrale si imposero di uccidere 100.000 prigionieri in un solo giorno e molti di più in altre occasioni. La conquista dell’impero Vijayanagar nel 1564 lasciò spopolate la capitale ed ampie aree del Karnataka. E così via.
Come contributo per ricercare la quantità dei crimini islamici contro l’umanità, potremmo menzionare che la popolazione indiana (subcontinentale) diminuì di 80 milioni tra il 1000 (conquista dell’Afghanistan) ed il 1525 (fine del Sultanato di Delhi).
Tuttavia, i Pagani Indiani erano troppo numerosi e non si arresero mai del tutto. Quello che alcuni chiamano il periodo musulmano nella storia indiana, fu in realtà una continua guerra di invasori contro i residenti, nel quale i sovrani musulmani vennero finalmente sconfitti nel XVIII secolo. Contro questi Pagani ribelli i governanti musulmani preferirono evitare lo scontro totale ed accettarono il compromesso reso possibile dalla scuola di diritto islamico Hanafita (dominante in India). Unica tra le quattro scuole di legge islamica, la scuola di Hanifa diede ai sovrani musulmani il diritto di non offrire ai pagani la sola scelta tra la morte e la conversione, ma di permettergli la tolleranza come zimmi (protetti) che vivono sotto 20 condizioni umilianti e per riscuotere da loro la jizya (tassa di tolleranza). Normalmente lo stato di zimmi era aperto solo ad ebrei e cristiani (ed anche quella concessione venne condannata dai giuristi della scuola hanbalita come lbn Taymiya), il che spiega perché queste comunità sono sopravvissute nei paesi musulmani mentre la maggior parte delle altre religioni non l’hanno fatto. A queste condizioni, alcune delle caste indù più elevate potevano essere disposte a collaborare, in modo da poter creare una politica più o meno stabile. Anche allora, la collaborazione dei Rajputs con i governanti Moghul, o dei Kayasthas con la dinastia Nawab, divenne un accordo senza problemi quando governanti illuminati come Akbar (i cui musulmani ortodossi considerano un apostata) cancellarono queste condizioni umilianti e la tassa jizya.
È a causa della legge hanafita che molti governatori musulmani in India si sono considerati esentati dal continuare il genocidio degli indù (auto esenzione per la quale sono stati costantemente rimproverati dai loro mullah). Inoltre, anche gli invasori turchi ed afghani si combattevano tra di loro, per cui spesso dovettero allearsi con miscredenti maledetti contro compagni musulmani. Dopo le conquiste, l’occupazione islamica perse gradualmente il suo carattere di campagna totale di distruzione dei pagani. Molti sovrani musulmani preferirono godere delle entrate derivanti da regni stabili e prosperi. Inoltre, furono contenti di riscuotere la tassa jizya e di limitare i loro sforzi di conversione a materiali stimolanti ed al supporto delle campagne missionarie dei sufi e dei mullah (in realtà, per i sovrani meno zelanti, la jizya fu un incentivo per scoraggiare le conversioni, in quanto queste avrebbero significato una perdita di entrate).
Fonte: http://www.danielpipes.org/comments/30022
AVE SATANA!!!!!!!!!!!!!!!
– Samy Abbas
